Ares Tavolazzi – Godot e altre storie di Teatro

Ares Tavolazzi - Godot e altre storie di Teatro

Dodicilune dischi – ED252 – 2008


Ares Tavolazzi: contrabbasso, chitarrone

Stefano Bollani: pianoforte

Paolo Birro: pianoforte

Christian Saggese: chitarra

Emanuele Maniscalco: batteria



Tra le sue ultime fatiche, Ares Tavolazzi, contrabbassista colonna del jazz italiano, punto di riferimento per le giovani generazioni di musicisti che si affacciano a questo genere, presenta il suo Godot… E sì, proprio Godot, l’opera teatrale di Samuel Beckett… in musica!


Artista eclettico, con questo lavoro discografico palesa la sua poliedricità, il suo modo di essere aperto e interessato ai molteplici caratteri della cultura tutta, con implicazioni, ovviamente, musicali…


Tavolazzi incide su disco alcune delle sue musiche composte per il teatro. Lo fa con l’ausilio di musicisti di primissima qualità, in testa a tutti il Bollani che tanto ascoltiamo oggi, ma anche il raffinato Paolo Birro, il giovane talento Emanuele Maniscalco e il chitarrista Christian Saggese.


Le formazioni che si creano (duo, trio e quartetto), ruotano sui brani a seconda delle atmosfere che il leader immagina per i suoi brani. Una sorta di canovaccio, direbbe il regista teatrale, sottende tutta l’opera… forse un limite alla libera espressione? Come ha scritto Roberto Bacci, nelle note di copertina, vi sono “temi ricorrenti che legano o richiamano parti, che vanno a consolidare la drammaturgia emozionale dello spettacolo”. Certo questa musica è nata per il teatro, ed è scritta. Ed è più rigorosa!


I brani si susseguono senza cesure di stile e con la stessa dolcezza (Piccolo Valzer per Ruiz) che caratterizza tutto il lavoro. Grande espressività rifulge dai musicisti, impegnati in una ricerca di suoni originali che si discostano da quelli del loro “jazz quotidiano”…


E ancora Godot, così crepuscolare e nordico; He is gone dagli spunti minimali e dalle linee morbide e fluttuanti; A Lily between Nettle, dove a duettare vi è lo stesso Tavolazzi, non al suo strumento, ma al chitarrone, con il chitarrista Saggese.


La musica è piacevole e raffinata, ricca di lirismo, ben suonata, ma soprattutto ben scritta.