Murray, Baraka & guests. The Sisyphus Revue: a bop opera

Foto: Roberta Guzzetti





Murray, Baraka & guests. The Sisyphus Revue: a bop opera

Teatro Manzoni, Milano – 9.2.2009

Amiri Baraka: testi e reading

David Murray: composizione, direzione, sassofono tenore

Boots Riley: MC

Amil Islam: voce recitante

Longineu Parsons: tromba

Mingus Murray: chitarra

Thornton “Pookie” Hudson: organo

Evelyn Simpson-Cureton: pianoforte, voce

Jamaaladeen Tacuma: basso elettrico

Renzel Merrit: batteria

The Deep River Gospel Choir diretto da William F. Hubbard


Chiusura in pompa magna per la ventiquattresima edizione di Aperitivo in concerto, che ha portato sul palco numerosi artisti (soprattutto d’oltreoceano), di molti dei quali abbiamo parlato in questo sito. Per l’occasione dell’ultimo concerto della stagione, Gianni Gualberto, direttore artistico della rassegna, ha voluto ospitare Amiri Baraka, uno dei più importanti intellettuali neri del secolo appena trascorso, poeta e attivista politico molto noto anche agli appassionati di jazz per la sua monografia seminale dal titolo “Il popolo del blues. Sociologia degli afroamericani attraverso il jazz”.


L’ultima creazione di Baraka è proprio The Sisyphus Revue: un’opera-bop (forma teatrale infrequente ma non inedita) in cui convergono recitazione e musica. In questo caso, la recitazione è stata quasi interamente relegata allo stesso Baraka che, con voce ferma nonostante la non più giovane età, ha letto i propri testi, e alla presenza scenica (spesso più mimico-gestuale che davvero “parlata”) di Amil Islam, nelle vesti di Skelekin. Il personaggio in questione, in quest’opera interamente incentrata sulla drammatizzazione della condizione dei neri, rappresenta naturalmente l’oppressore bianco, che alla fine della (lunga oltre due ore e mezza) rappresentazione verrà ucciso, a tutto vantaggio della liberazione nera, la quale è stata, nella storia, una fatica di Sisifo, da cui il titolo dell’opera.


Naturalmente nella trama già echeggia l’ideologia di Baraka, che è complessa e della quale non possiamo occuparci qui. A noi spetta di mettere l’accento sulla musica, mix di brani composti da diversi membri del gruppo sotto la direzione del mai troppo elogiato David Murray, nuovo “mostro sacro” del sassofono tenore americano. Il concerto (eseguito in totale da oltre venti persone) è stato una fusione di gospel, jazz (soprattutto bop, ovviamente, anche se Murray porta inflessioni derivanti da ogni sfaccettatura che questo “genere” ha assunto nel corso degli anni) e blues, magistralmente suonato da tutti gli strumentisti e dotato di invidiabile carica trascinante. Perno di tutta l’operazione naturalmente rimanevano Murray e Baraka, nella perfetta sintonia creatasi tra il testo (sempre molto attento anche all’aspetto fonico, oltreché contenutistico) e lo sgorgare delle note.


The Sisyphus Revue è un’operazione ardita e complicata, per quanto sorretta da personaggi di indubbio spessore: il risultato è esaltante, anche se forse una durata leggermente inferiore ne avrebbe aumentato la godibilità senza inficiarne la pregevolezza artistica. Un plauso, comunque, agli organizzatori di Aperitivo in concerto, sempre prodighi di novità succulente, e un augurio per una stagione ancora più ricca di quella appena conclusasi, per il prossimo 2009/2010, venticinquesimo anno in cui Milano potrà vantare questa rassegna.