Pietro Ciancaglini Quintet “Mingus Revisited”

Foto: Roberta Guzzetti





Pietro Ciancaglini: contrabbasso

Daniele Tittarelli: sassofono contralto

Max Ionata: sassofono tenore

Pietro Lussu: pianoforte

Walter Paoli: batteria


Scoppiettante quintetto tutto italiano all’insegna della musica di Mingus per il terzo appuntamento con la rassegna Conoscere il Jazz, che continua a proporre, al fianco di prestigiosi nomi americani (si sono visti finora Kenny Barron e Jack Wahlrath) e europei (il concerto successivo sarà del pianista olandese Michael Borstlap) alcuni dei musicisti più interessanti della nostra penisola, talvolta molto giovani ma ben presenti sulle scene, specialmente del centro Italia. E’ questo il caso di Pietro Ciancaglini, contrabbassista, com’è noto, di formazione prettamente mainstream, ma il confronto con la poliedricità di Mingus non lo spiazza: si trova a suo in tutte le situazioni, affiancando solidità ritmica nelle sezioni di accompagnamento a brillantezza e creatività nelle sezioni solistiche, creatività che si avverte nettamente anche nei brani autografi. I comprimari sono, del resto, eccellenti: spiccano però, va detto, la batteria disinvolta e tiratissima di Walter Paoli e i sassofoni di Daniele Tittarelli, che non nasconde un’aperta influenza coltraniana che si riflette sull’intero progetto. Lunghi i soli di sassofono, che hanno permesso appunto di mettere in mostra lo stesso Tittarelli ma anche il tenore di Ionata, comunque vigoroso ed espressivo.


Il gruppo è molto coeso e il concerto è stato, in definitiva, godibilissimo, dimostrando ancora una volta che, pur nella diversità d’impianto e d’intenti, i musicisti “nostrani” non stanno necessariamente un gradino indietro ai colleghi d’oltreoceano.