Paolo Fresu & Omar Sosa featuring Jaques Morelenbaum – Alma

Paolo Fresu & Omar Sosa featuring Jaques Morelenbaum - Alma

Tuk Music – 8030482000986 – 2012




Paolo Fresu: tromba, flicorno, percussioni, elettronica

Omar Sosa: pianoforte, Fender Rhodes, percussioni, sampler, voce

Jaques Morelenbaum: violoncello






Il dialogo tessuto da Paolo Fresu e Omar Sosa si muove in equilibrio tra melodia e l’intenzione di sondare le tante possibilità dei propri strumenti. Senza essere radicali, facendo appunto leva sulle coordinate precise e sempre rispettate della melodia, Fresu e Sosa si aggirano tra strutture e ritmi con estrema libertà, senza tener conto di paletti e barriere di genere. In qualche maniera li aiuta la disposizione della formazione: senza strumenti ritmici, a parte la mano sinistra del pianista, i due lavorano incessamentemente alla costruzione del supporto alla melodia e trovano, di volta in volta, soluzioni e linee utili, sfruttano sonorità, respiri, rumori ed elettronica in maniera combinata e sempre felice.


Pianoforte e tromba, elettronica e loop, sovrapposizioni moltiplicano il nucleo sonoro del duo attraverso voci filtrate, spazi ampi e richiami etnici e post-moderni. Sosa e Fresu portano il loro dialogo in atmosfere lievi, spesso riflessive, altre volte sorridenti, sempre intense e liriche. Il dialogo, naturalmente, non rinuncia alla dimensione acustica e alla potenza del suono catturato con grande perizia da Stefano Amerio. In un disco dagli equilibri sottili, attento anche ai silenzi e alla possibilità di modificare e lavorare sul suono in maniera precisa, lo studio e la ripresa originale diventano ulteriori “strumenti espressivi”: il lavoro fatto da Amerio, in questa come in tantissime altre occasioni, aggiunge valore al dialogo tra i musicisti.


Nel disco, inoltre, Fresu e Sosa hanno come ospite Jaques Morelenbaum e il suono profondo, emozionante e rigoroso, del suo violoncello. L’anima latina del lavoro emerge dalla triangolazione di tre maniere diverse di intendere il rapporto con le proprie tradizioni, tre direzioni musicali diverse per quanto attente al significato delle radici e alle possibilità ancora insite in una rivisitazione personale di quel retaggio. Ed emerge in diversi passaggi del disco come nel finale di Alma, dove il richiamo a Guantanamera e alle atmosfere cubane o nella dimensione languida e struggente di un brano come Crepuscolo, fortemente evocativo e cameristico. Una sensazione forte che rimane nella mente e viene sottolineata con forza anche dall’introduzione leggera, discreta che apre il successivo Moon on the sky. Il richiamo all’anima ancestrale – latina, ma anche africana – arriva attraverso una gestione ritmica fatta di percussioni e voci, un sostegno continuo e sempre legato alle linee seguite dalle melodie.


La sintesi del lavoro di Sosa e Fresu arriva con la ripresa di Under African Skies di Paul Simon, brano cristallino, dal tono malinconicamente allegro, come a ricordare con nostalgia e voglia gli splendidi cieli africani. I tre musicisti costruiscono una base ritmica con i loop di voci, fischi e battiti di mani, lasciano fluire le melodie del tema, intersecano frasi e linee per creare una trama, al tempo stesso, assolutamente fedele al brano originale, estremamente personale. Nel percorso rientrano gli accenti tipici del jazzista, le tradizioni, la lettura dell’originale, il tutto in maniera fluida. La semplicità con cui si mescolano le linee degli strumenti, le sovraincisioni e le intenzioni dei musicisti, il legame con la melodia e con la narrazione rende il dialogo di Alma – sia a due che a tre voci – sempre diretto e coinvolgente dall’apertura sfaccettata e colorata di S’Inguldu sino alle ultime note di Rimanere Grande!, ballad delicata, una ninnananna dedicata al figlio di Fresu le cui parole registrate aprono il brano.