Le note interiori di Claudio Fasoli

Foto: La copertina del libro





Le note interiori di Claudio Fasoli.


Claudio Fasoli è senza dubbio una delle personalità più importanti e, stilisticamente, integre del jazz italiano. Integro, non integralista, sia chiaro: lo testimonia una vicenda musicale lunga oltre quarant’anni centrata in maniera profonda sulla curiosità, sulla ricerca di spunti e maniere personali di interpretare le tradizioni del jazz, fino a diventare a sua volta archetipo grazie ad esperienze come il Perigeo o con l’intenzione sempre marcata di proporre nuove composizioni e progetti coerenti con le motivazioni di partenza.


Tutto questo viene raccontato nella lunga e appassionata intervista realizzata da Francesco Martinelli e pubblicata per le edizioni di Siena Jazz. Il dialogo tra Fasoli e Martinelli costituisce la spina dorsale di un racconto che rievocazione esperienze e intuizioni espressive, voglia di mettersi in gioco e quella integrità morale di cui si parlava in apertura. Una integrità cortese, rivolta nelle tante direzioni del fatto musicale, caratterizzata da un rispetto profondo per le proprie intenzioni e per il lavoro, da una apertura al dialogo con i colleghi e alle idee che possono innestarsi grazie al rapporto scevro da concetti rigidamente predeterminati.


E con una serie di cambi di inquadrature, Martinelli fa intervenire di volta in volta i compagni di strada del sassofonista. Il ritratto assume così una connotazione “tridimensionale”: tutti i personaggi coinvolti mettono in risalto la grande umanità di Fasoli, scaturita dall’unione di umiltà e fondatezza nelle proprie convinzioni. In maniere diverse, a seconda delle esperienze e del rapporto generazionale, l’accento viene posto in modo pressochè unanime sulla capacità di trasmettere attraverso la musica e la presenza in studio o sul palco fiducia e rispetto, disponibilità e franchezza.


La storia raccontata da Fasoli e Martinelli segue in maniera precisa il filo cronologico, pur utilizzando come spunto di partenza i seminari senesi di cui Fasoli è, in pratica, uno dei padri putativi. Nello scorrere della pagine si misurano le evoluzioni del percorso del jazz italiano: Siena Jazz in questo diventa una facile esemplificazione. L’invito fatto da Franco Cartoni a Fasoli e agli altri componenti del Perigeo per condividere un’occasione di studio con dei musicisti di grande importanza alla fine degli anni’ 70 si sviluppa secondo le dinamiche e le modalità del tempo: condivisione dal basso, modi spartani e realizzazioni situazionistiche. Lo sviluppo nei trent’anni seguenti del seminario ha accompagnato naturalmente anche l’evoluzione della scena jazzistica italiana.


Pagina dopo pagina si entra nelle motivazioni e nelle occasioni che hanno scaturito i vari progetti: si stratifica una enorme quantità di musica, diversificata dalle sonorità che circondano il suono acustico dei sassofoni di Fasoli e le prospettive stilistiche dei vari collaboratori, resa coerente però da una lucida visione di insieme, radicata senza estremismi, accogliente senza essere remissiva. Soprattutto, il sassofonista ribadisce un punto, vale a dire l’importanza di concepire le formazioni in maniera ponderata e di pensare la musica secondo linee precise e tali da caratterizzare quel determinato lavoro in un modo unico.


Fasoli espone così la propria visione del jazz, una lettura profonda che manitnee sguardo prospettico e sapiente pacatezza, esperienza e capacità di razionalizzare il percorso compiuto, senza mai diventare una lezione cattedratica e lasciando al lettore molti spunti su cui riflettere.


Infine, una nota pratica. Il libro non è distribuito in vendita ma viene inviato, fino ad esaurimento, a chi ne faccia richiesta presso gli uffici di Siena Jazz al solo costo delle spese di spedizione: sul sito di Siena Jazz ci sono tutte le istruzioni da seguire.