Machine Project – Music for a While

Machine Project - Music for a While

Zone Di Musica – ZDM 1305 – 2013




Sara Della Porta: voce

Manuela Pasqui: pianoforte

Francesco Puglisi: contrabbasso

Riccardo Gambatesa: batteria

Ospiti:

Fabrizio Sferra: batteria

Javier Girotto: sassofoni

Danila Massimi: voce, percussioni





L’incontro, il connubio con il barocco ha illustri precedenti nel panorama del jazz italiano. Basti pensare a Enrico Pieranunzi e alla sua ripetuta frequentazione del repertorio di Scarlatti e Monteverdi, su disco e in esibizioni live. Non dimentichiamo Paolo Fresu, abituato a riproporre arie di Barbara Strozzi, durante le sue torneè in duo con Uri Caine. Stefano Pastor e Claudio Lugo hanno, poi, riverniciato secondo la loro sensibilità motivi di autori liguri del sei-settecento nella magica cornice di palazzo Spinola a Genova nel 2009. Tutto è finito lì in quella circostanza. Non si è registrato un seguito discografico. È di questo autunno, ancora, la pubblicazione de Il pergolese, una raffinata e lussuosa rivisitazione in stile ECM di alcune composizioni del maestro di Pozzuoli, elaborata da Maria Pia de Vito con l’importante contributo agli arrangiamenti di Francois Couturier .Si potrebbero citare altri esempi.


I Machine project, ad ogni modo, hanno lavorato con convinzione su un presupposto tanto semplice, ovvio, quanto insidioso da portare a compimento. La musica barocca contiene parti improvvisate, per questo può convivere, mescolarsi, coniugarsi con il jazz. Il modus operandi dei due generi apparentemente così lontani, fatte le debite distinzioni temporali e metodologiche, ha dei punti in comune. Questa è la tesi delle due artiste laziali.


I brani scelti spaziano da Purcell a Storace, da Monteverdi a Strozzi ad Arbeau più tre “traditionals”.


Sara Della Porta canta con una impostazione classica, tecnicamente ineccepibile, modulando agevolmente la voce e rivelando una cura assidua delle dinamiche. La sua interpretazione svela una pronuncia, una inflessione jazzistica, a volte più evidente e marcata, in altri frangenti meno manifesta ed esibita, ma sempre presente. Manuela Pasqui si muove in simbiosi con la vocalist romana, tanto forte è l’intesa fra le due musiciste. Il pianoforte sottolinea, infatti, il clima specifico dei vari brani per mezzo di un approccio aggraziato, melodico, antico e moderno, volutamente in bilico fra opposte suggestioni. Francesco Puglisi al contrabbasso e Riccardo Gambatesa alla batteria suonano come la sezione ritmica di un gruppo jazz, mettendoci calore ed energia, ma sono attenti a non strafare per non andare fuori dalla linea estetica segnata dalle due bandleader. In alcune tracce danno man forte Fabrizio Sferra e Danila Massimi alle percussioni, quest’ultima pure alla voce. È ospite prestigioso in quattro pezzi Javier Girotto. Gli interventi del sassofonista, pur validi di per sé, intaccano, a volte, i delicati equilibri del gruppo, spostando il suono complessivo verso il latin-jazz o zone limitrofe. Il timbro e il fraseggio del sax soprano, cioè, sono molto caratterizzati e si muovono in tensione dal basso verso l’alto, costruendo una sorta di onda anomala in un mare, per il resto, non particolarmente agitato.


A conti fatti Music for a while è un cd molto pensato, portato a termine da un duo che ama profondamente il barocco e il jazz e vuole contaminare i due idiomi come sintesi logica di due sentite passioni personali. Nell’album si avverte distintamente questa predilezione per la musica di epoche così diverse, oltre che una conoscenza profonda di entrambi i linguaggi.