Gli Aperitivi in Jazz del Teatro Carlo Felice di Genova – Maggio 2014

Foto: Gianni Montano










Gli Aperitivi in Jazz del Teatro Carlo Felice di Genova – Maggio 2014

Genova, Foyer Teatro Carlo Felice. Maggio 2014


Il mese di maggio si apre con il Russian Crossover Project, altro esempio di commistione fra classica e jazz, una sorta di fil rouge all’interno della programmazione di questa rassegna del Carlo Felice. In questo caso sono protagonisti i compositori russi, da Ciaikovskij a Rachmaninoff, da Mussorgsky a Rimskij-Korsakov. Si ascoltano, fra l’altro, una versione con aromi latini delle danze polovesiane e una Notte sul Monte Calvo piegata fra lo swing e il funky. Il trattamento più audace viene attribuito a Sherazade, rimodellata fra la tarantella e una specie di free tonale. Il bassista e leader Valerio Serangeli e i suoi musicisti si impegnano con convinzione e trasporto nell’impresa, ma, salvo qualche impennata e alcune sequenze felici, il concerto nel suo complesso è fin troppo lieve e privo di corpose idee di fondo. Il non numeroso pubblico, ad ogni modo, fra un drink e l’assaggio di qualche specialità della casa, non risparmia applausi per il gruppo romano.


Il 15 sale alla ribalta l’Amos in Hammond Trio, organo-chitarra e batteria, una formazione tornata di moda in questo periodo. I pezzi scelti vanno da famosissime hit dei Beatles, quali Day Tripper o A hard day’s night a evergreen quali I put a spell on you, portata al successo da Nina Simone fino ad arrivare a Every breath you take dei Police. Anche qui i toni sono abbastanza epidermici, non molto consistenti. L’esibizione è corretta, formalmente, ma altrettanto orientata verso una gradevolezza di base, ricercata ed esibita. L’organista, Dennis Carli, canta pure alcuni motivi, mettendo in mostra una voce di non grande estensione, né di particolare appeal. Interviene come ospite Mauro Caligaris al sax e contribuisce a dare smalto ad alcuni brani. Si può evidenziare, certamente, l’intesa fra i componenti del trio, ma la proposta complessiva non decolla, resta su un piano piuttosto superficiale. Tanto basta per accontentare spettatori disponibili, “di bocca buona”, come i presenti nel foyer in questa data.


Il 22 scende in pista Max Ionata Organ Trio e saliamo su un altro pianeta, musicalmente parlando. Si comprende subito, dall’inizio del primo brano, che siamo di fronte a musicisti di livello superiore, senza nulla togliere a quelli sentiti in precedenza. Non c’è niente da fare. Non per caso Max Ionata ha vinto il referendum di Jazzit come miglior tenorsassofonista nel 2013, come è capitato, nella sua categoria, per il cantante Gegè Telesforo, ospite della serata. Impressiona, in primo luogo, il drummin’ fantasioso e onnicomprensivo di Amedeo Ariano. Uno che va a nozze , come in questa situazione, con il modern jazz tendente verso il funky. Gurrisi, di rinforzo, suona l’hammond con energia e precisione. Si crea, così, un background ideale per i soli vorticosi e torrenziali del sassofonista e per lo scat consonante e spettacolare, virtuoso di Telesforo. Si aggiunga al tutto l’abilità di intrattenitore dell’ex collaboratore di Renzo Arbore e il gioco è fatto.


Da ricordare, in un concerto omogeneo e piacevole, una sontuosa versione blues di No woman no cry e una parentesi in solitario, voce e tamburello, di notevole impatto per Gegè Telesforo. Il successo finale, meritato e garantito, è decretato da una sala gremita.


Chiude il mese Benny La Monica e la sua Asti jazz orchestra. Siamo in pieno clima revivalistico. L’ensemble rende omaggio al jazz degli standards, infatti, rispolverando Cole Porter, perle dal repertorio di Frank Sinatra e classici come Solitude. I fiati sono bene amalgamati e il leader ha la giusta verve per riempire un’ora abbondante di esibizione, dedicandosi anche al canto in alcuni frangenti e al trombone, in duo con il suo maestro. Niente di originale o di memorabile, ma si assiste ad una proposta sincera, onesta. Il jazz nel frattempo è andato molto in avanti, ma i cultori della tradizione tengono ancora duro. Anche qui un foyer mezzo vuoto non risparmia il suo apprezzamento per la coriacea big band.



Formazioni e Musicisti:


Giovedì 8 maggio 2014

Russian Crossover Project

Alessandro Tomei: flauto, sax alto, sax tenore, sax soprano

Luca Ruggero Jacovella: pianoforte

Valerio Serangeli: contrabbasso

Alberto Botta: batteria

Con la partecipazione di Valeria Serangeli: clarinetto



Giovedì 15 maggio 2014

Amos in Hammond Trio

Amos Carli: chitarra, voce

Dennis Carli: organo Hammond, voce

Gianni Brunelli: batteria

con la partecipazione di Mauro Caligaris: sax



Giovedì 22 maggio 2014

Max Ionata Hammond Trio special guest Gegé Telesforo

Max Ionata: sax

Alberto Gurrisi: organo Hammond

Amedeo Ariano: batteria

Gegé Telesforo: voce



Giovedì 29 maggio 2014

Asti Jazz Orchestra

Benny Lamonica: direttore, cantante, trombone solista