MRM Records – 2016
Marco Corrao: voce e chitarra
Giorgio Rizzo: percussioni etniche
Billy Nocifora: fisarmonica, pianoforte
Nino Milia: chitarra classica, bouzouki irlandese
Leone Marco Bartolo: violoncello
oltre Mark Johnson: slide
Julia Puretti: canto
Storto è il primo album di brani inediti del bluesman siciliano Marco Corrao, che presenta, su musiche jazzate, otto liriche originali: sono testi, letterariamente parlando, che sintetizzano, le personali vicende di un cantautore quasi d’altri tempi; fra ritmi swing, folk, mainstream, vengono messi in musica non solo i pensieri e i sentimenti in chiave esistenziale, ma anche gli individui e i paesaggi di una terra spesso “cantata” da grandi artisti con quell’approccio malinconico e fatalista, che da sempre contraddistingue tutta l’arte isolana. In Storto – titolo evocativo, ma anche un po’ tragicomico – si fruiscono, assieme a un sound fluidissimo, i colori, gli umori, gli odori di una condizione al contempo fisica e mentale, grazie, oltretutto, ad atmosfere fumose, magiche, riverberate, come pure a storielle efficacemente teatralizzate, pronte insomma a parlare di vita vissuta, di tran tran quotidiano, di atteggiamenti concreti, verosimili, quasi neorealisti, con un filo di autobiografismo. In scaletta Marta, Blue Bistrot, Scimmio, Le tue bellissime rughe, Domenica del villaggio, Domiano, Zucca vuota sono tutti pezzi originali, mentre A Pittima è la traduzione in siciliano della celeberrima omonima ballata di Fabrizio De André. Assieme a Marco Corrao (voce e chitarra) svolge un lavoro di solido accompagnamento una band rodata che, a seconda delle canzoni, opera dal duo al quintetto, grazie all’empatia di Giorgio Rizzo (percussioni etniche), Billy Nocifora (fisarmonica e pianoforte), Nino Milia (chitarra classica e bouzouki irlandese), Leone Marco Bartolo (violoncello), oltre Mark Johnson (slide) e Julia Puretti (canto) in un solo brano. A livello di influenze musicali, Marco Corrao nasce come bluesman e dunque autore di molte cover e di tanti felici incontri – Charles Musselwhite, Dana Fuchs, John Primer, ultimo chitarrista di Muddy Waters – mentre il timbro e il tono riflettono l’ascolto di molti cantautori italiani da Paolo Conte a Gianmaria Testa, senza purtroppo eguagliarne la raffinatezza stilistica e la profondità culturale.