Giorgio Pacorig / Giovanni Maier / Francesco Vattovaz – Darn that Song

Giorgio Pacorig: pianoforte

Giovanni Maier: contrabbasso

Francesco Vattovaz: batteria

Palomar – 2024

Giovanni Maier e Giorgio Pacorig collaborano da tanti anni nell’ambito della musica di ricerca, avanzata e sperimentale. Per incidere “Darn that Song” al duo si è aggiunto Francesco Vattovaz, allievo di Maier, giovane e talentuoso batterista, già con all’attivo alcune incisioni. Il trio piano-basso-batteria è indubbiamente una formazione classica, molto battuta dai più svariati interpreti, soprattutto nella corrente principale, il mainstream jazz, per l’appunto. Maier e soci, però, sono di un’altra pasta. Non si accontentano di rileggere il passato, di ripetere dei clichè. La loro interpretazione degli evergreen è, infatti, condotta in diagonale, obliquamente. I celebri brani vengono ripensati, scomposti, rimasticati, con un’operazione metodica di scavo, di sezionamento, di rimontaggio. Il cuore dei motivi, i refrain, si appalesano all’interno di un discorso laterale, dettato dal dialogo strutturato e destrutturante di basso e pianoforte, mentre la batteria si distingue per interventi liberi e fantasiosi, componendo, complessivamente, un accompagnamento fuori dai consueti schemi, ma estremamente efficace. Volendo cercare un parallelo con i piano trio contemporanei, a livello internazionale, siamo dalle parti del terzetto di Marylin Crispell o di quello di Myra Melford, nomi di notevole peso specifico in questo settore.


Un punto di forza dell’album risiede, poi, nel dialogo fra Maier (anche arrangiatore di tutti i pezzi) e Pacorig, convergente e screziato, tutto teso a nascondere e a svelare, alternativamente, l’essenziale degli standards. Come detto, Vattovaz, da parte sua, elabora assoli a ciclo continuo, spezzando o rammendando il ritmo, con un drummin’ felicemente e ostinatamente da terza voce protagonista dell’impresa.


“Darn that Song”, per concludere, è sicuramente un disco di pregio, poiché si riallaccia alla grande tradizione degli standard e la rispetta cambiandole le sembianze, senza, però, tradirla, anzi rendendole, in questo modo, un ottimo servizio.


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