I’m Anita – Antri ripieni

Giovanni Ceccarelli Trio - Météores

Dodicilune Dischi – Ed290 – 2011




Alessandro Apolloni: clarinetto

Matteo Criminari: chitarra elettrica, theremin

Mattia Borraccetti: contrabbasso

Luca Orselli: batteria, percussioni






Il quartetto I’m Anita pone in atto una creatività fresca che tenta di stupire attraverso un concitato susseguirsi di svariati ritmi, che a volte trasforma le tinte eccentriche in un circolo quasi rituale. È il dilettevole mondo del faceto a predominare in Antri ripieni. La spasmodica volontà di andare oltre è tanto reiterata da precipitare il percorso in cunicoli invariati, dunque uniformi, non necessariamente monotoni. L’approccio macchiettistico è costante, esplicitato dal fare altisonante e dall’elusivo sembiante del theremin, che rimanda simpaticamente ad epici film o al proverbiale ameno fischio di Good Vibrations dei Beach Boys, caricando l’aria di leggere brezze giocose, che attraverso una tortuosità cinguettante giocano con i diversi stati d’animo di chi ascolta.


L’afflato lepido si snoda attraverso l’alternarsi di calma e rincorsa, di attimi rumoristici e pacate riprese, per immergere gli ascoltatori in un’atmosfera farsesca e surreale, che non vuole appartenere ad una corrente di suono definita ed inquadrata e che passa dall’ilarità della prima traccia, Antri ripieni, che dà il nome al disco, all’ermetico clarinetto in persicOtrota. La ricerca di originalità è pregnante, tanto da far deambulare l’orecchio confuso e divertito dell’ascoltatore attraverso sentieri che incontrano la grottesca marcetta del brano L’acqua nel Si bemolle, passando per l’assertiva chitarra interrotta da raccordi elettronici in 9876, per giungere al sinistro theremin in Antropomorfica e alla fumosa piega dell’ultimo brano, Boulinka. Benché il pigmento sia sostanzialmente caricaturale e burlesco, non è per questo scevro di vesti accattivanti, e nonostante l’incessante rimando ad una dimensione ludica, l’andamento avventuroso e stravagante risulta stimolante.