Nuevo Trio Porteño – Nuevo Trio Porteño

Nuevo Trio Porteño - Nuevo Trio Porteño

BRO Recordings – BRO 001 – 2008




Paolo Russo: bandoneon

Diego Sandullo: chitarra

Ricardo Canepa: contrabbasso




Jazz, Piazzolla, radici italiane. Nuevo Trio Porteño unisce gli argentini Diego Sandullo e Ricardo Canepa, di chiare origine italiane, e l’italiano Paolo Russo, negli ultimi tempi sempre più devoto al bandoneon e al mondo musicale argentino. L’incontro dei tre mette in luce una naturale compartecipazione di tradizioni e linguaggi musicali: la conoscenza reciproca dei terreni di partenza permette loro di dialogare in modo aperto, senza condizioni e senza il bisogno di spiegazioni.


E le dodici tracce del lavoro – proprio in virtù di una esplicita e mutua condivisione di elementi – si muovono in maniera libera attraverso le radici e le influenze: in diversi momenti sono solamente le sonorità del bandoneon e della chitarra a richiamare alla mente l’Argentina. I tre lasciano confluire suggestioni differenti e sviluppano un linguaggio dalle molteplici coordinate di riferimento. Echi mediterranei e, in particolare italiani, ma anche lo choro e le altre musiche, meno percorse, del Brasile, tantissimi agganci, sottolineati o spontanei, alle tante tradizioni europee, sia colte che popolari.


L’aggettivo porteño, presente nel nome della formazione, è, in modo altrettanto ovvio, una caratterizzazione chiara e forte. Nella musica del trio si ritrovano sia gli elementi profondi dello stile, sia la lezione di Astor Piazzolla: è un ingrediente profondamente radicato nella natura della scrittura e nella concezione delle improvvisazioni. Il trio utilizza con gusto anche i colori della musica argentina: sfrutta, con piacere convinto, i ritmi del tango e della milonga e ne accoglie nel proprio vocabolario i suoni e, perchè no, anche gli stilemi, in alcuni passaggi.


La scrittura, come si diceva, prende le mosse da terreni tradizionali e li utilizza non per rivoluzionarli ma per far passare il proprio intento espressivo. La sintesi del trio raggiunge una sintesi e un equilibrio tra le tante anime coinvolte proprio a partire dalla scrittura e da un approccio che risolve il rigore formale e il rispetto delle tradizioni con una forte personalità.


La libertà espressiva e la disposizione narrativa del trio si appoggiano su scansioni ritmiche anche aspre alle volte, sull’assoluta naturalezza delle sonorità degli strumenti, sulla ricerca immediata delle radici profonde dell’emozione. In maniera quasi sfrontata, Le voci dei tre strumenti vanno incontro all’ascoltatore, con passione forte e pulsante. Ogni nota del trio è suonata con questa concezione, senza risparmio, senza altra rete di sicurezza che la coerenza e la grande partecipazione. E questo arriva in modo evidente: il disco è un susseguirsi di brani dalla forte carica emotiva e passionale, scritto e suonato per la necessità di esprimere le proprie emozioni e con l’intento chiaro di condividerle con gli ascoltatori. Si sente tutto, senza filtro, nelle tracce – dai rumori meccanici degli strumenti alle dita che muovono le corde e all’utilizzo dell’arco sul contrabbasso – e tutto concorre al risultato, forte, del lavoro.