Steve Lacy & Mal Waldron – Let’s call this… esteem

Steve Lacy & Mal Waldron - Let's call this... esteem

Silta Records – SR 0901 – 2009
Slam Productions – CD 501- 2009





Steve Lacy: sax soprano

Mal Waldron: pianoforte





Steve Lacy e Mal Waldron in concerto nel corso dell’Oxford Playhouse Jazz Festival, nel maggio del 1993, alle prese con brani di Duke Ellington e Thelonious Monk e composizioni originali.


Il CD era stato originariamente dato alle stampe dalla britannica Slam: la Silta Records di Giorgio Dini lo ripropone al pubblico con una edizione limitata e numerata.


Le premesse e le promesse del lavoro vengono rispettate in pieno dai due maestri: impegno, presenza, forza espressiva animano dieci tracce di grandissima intensità. Come spiega Dini nelle note di copertina, il concerto è magico, ricco di emozioni: e questo, aggiungo io, rende l’operazione messa in atto assolutamente meritoria. Il patron della Silta annovera tra le altre ragioni l’importanza del documento e rivendica il ruolo delle due etichette indipendenti nel proporre il disco: verissimo, in entrambi i casi, ma la poesia espressa da Waldron e Lacy si staglia in maniera evidente e rende Let’s call this… esteem, sintesi dei titoli dei brani di apertura e chiusura, un disco di grandissimo spessore.


Un set molto speciale: queste le parole usate da Lol Coxhill per introdurre i musicisti sul palco. E, nota dopo nota, il dialogo di Lacy e Waldron conquista, intriga, affascina. Nelle ballad (splendida la versione di In a sentimental mood), nelle armonie spigolose dei brani di Monk, nelle improvvisazioni più furiose è sempre il dialogo il punto di riferimento: interplay e grande partecipazione, ascolto reciproco al servizio delle melodie.


Il soprano strapazzato, brandito spesso in maniera aggressiva, capace di ritrovare sempre il bandolo della matassa e di tratteggiare le atmosfere con pochi accenti, ma anche, quando serve, di accarezzare gli accordio del pianoforte. Waldron crea in maniera costante stanze sonore dove entrambi i solisti possano esprimere il meglio di sé. E la forza del duo è tale che, in alcuni passaggi, sembra di sentire anche la ritmica, per dire di come l’approccio sia profondo, totalmente coinvolto.


Personalità, abilità. modernità, radici, completezza: sono alcuni degli spunti messi in luce dal duo. Il disco offre, ad ogni ascolto, possibilità di ragionamento e di riflessione per appassionati e musicisti.