Alessandro Deledda Quartet – Morbid Dialogues

Alessandro Deledda Quartet - Morbid Dialogues

Emme Record Label – ERL 1404 – 2016





Alessandro Deledda: pianoforte, Fender Rhodes, fisarmonica, live electronics

Francesco Bearzatti: sassofoni, clarinetto

Silvia Bolognesi: contrabbasso

Ferdinando Faraò: batteria






Morbid Dialogues è la combinazione di attitudini diverse di applicarsi al linguaggio del jazz, all’improvvisazione, alla risposta estemporanea agli stimoli provocati dall’interplay e dalle linee degli altri musicisti, dai punti di riferimento e dalle composizioni. Le dieci tracce proposte dal pianista e titolare della registrazione Alessandro Deledda guardano in maniera varia alle diverse stagioni del jazz e alle tante latitudini in cui viene suonato e reinterpretato. Si passa quindi dal ripensamento e dalla rivisitazione del bop fatta in Mr. Charlie’s Way o Rolling Party – un bop frammentato, ristrutturato e sottoposto ad ogni possibile cambiamento di prospettiva – alle atmosfere eteree, nordiche e informali di Fluctuations, la sospensione della conclusiva Parabolas e alla morbidezza della ballad che offre il titolo al disco.


Un dialogo costante con le motivazioni intime dell’improvvisazione, con le motivazioni che spingono i musicisti a misurarsi con questa formula tanto ardua e tanto sfuggente. Il dialogo impostato da Deledda recepisce anche il senso dell’incontro timbrico, la manipolazione del suono, l’intervento “analogico” sulle possibilità espressive degli strumenti: il suono, gli echi filtrati dai silenzi, le scelte e le combinazioni delle varie “pedine” da giocare diventano così, di continuo, una possibilità espressiva a disposizione del pianista e dei suoi compagni.


L’aggettivo morbido, riferito ai dialoghi del titolo, si può declinare secondo l’accezione di trovare il senso del discorso attraverso la risposta e il suggerimento reciproco. Morbid Dialogues appare come un disco collettivo: se il pianista mantiene la responsabilità della guida e la firma dei brani e dell’indirizzo generale, il lavoro nel suo complesso avrebbe senz’altro preso altre forme con protagonisti differenti.


Fattori estemporanei e disposizioni stilistiche dei protagonisti innervano perciò Morbid Dialogues e l’esplorazione compiuta da Deledda sulle possibili declinazioni di una musica che tende a sfuggire ad ogni definizione stringente ed esclusiva.



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