Angelo Valori & M.Edit Ensemble – Dove volano gli angeli

Angelo Valori & M.Edit Ensemble - Dove volano gli angeli

Wide Sound – WD174 – 2008

Pierpaolo Pecoriello: sassofoni, flauto

Angelo Trabucco: pianoforte, fender rhodes, tastiere

Mauro De Federicis: chitarre

Maurizio Rolli: contrabbasso, basso elettrico

Roberto Desiderio: batteria

Angelo Valori: direzione, arrangiamenti, composizioni

Bob Mintzer: sassofono tenore

Fabrizio Bosso: tromba

Bepi D’Amato: clarinetto

Diana Torto: voce




Ritorno sulle scene con un ensemble ridotto (sei elementi, più le guest stars in alcune tracce) per Angelo Valori, tra i più quotati arrangiatori e compositori del jazz italiano. In questo caso, siamo di fronte a un disco d’atmosfera: già il titolo parla da sé nel mettere in evidenza la ricerca di un’atmosfera sognante e melodica, per quanto mai rarefatta ma anzi spesso ben piantata ritmicamente (un esempio su tutti il brano Quelli che si perdono, con un bell’assolo di Bosso in primo piano).


Quello di Angelo Valori è, in questo caso, insomma, un jazz che non fa mistero di sfruttare certe sonorità leggere e “ombreggiate”, pur rimanendo ascrivibile grossomodo a un mainstream ornato di velature italiane e, più in particolare, abruzzesi: per diversi anni Valori si è in effetti occupato proprio della musica tradizionale di questa zona d’Italia. Il gruppo (per l’appunto formato da musicisti abruzzesi, più e meno noti), al di là degli ospiti, svolge un lavoro perfetto: il mood generale del disco è ben realizzato, e ognuno trova un proprio spazio espressivo non solo nei soli ma anche nei momenti di accompagnamento. La scrittura dei brani è avvolgente, e molto pulita: a volte forse persino troppo.


Se si vuole trovare un critica a Dove volano gli angeli, sarebbe proprio questa: l’impeccabilità del lavoro e l’uniformità delle sonorità, pur al variare dei brani, rendono il disco quasi più adatto ad un sottofondo che ad un ascolto attento, perché si rischia di cadere nella reiterazione. In ogni caso, il lavoro è decisamente riuscito, anche perché dichiaratamente l’atmosfera morbida era nelle intenzioni dell’autore, visto il titolo, e anche visto che i musicisti sono assolutamente all’altezza.