Workshop sull’improvvisazione con Ernst Reijseger

 

Montaldeo (Al), Casa della Musica – 4/7.7.2024

Foto: Giulia Pastorino

La casa della musica S.Michele di Montaldeo fa le cose in grande. Dopo aver ospitato nel 2022, per i workshop sull’improvvisazione, prima Joelle Leandre e poi i fratelli Bondesan insieme a Giuseppe Sardina, quest’anno il protagonista del laboratorio creativo è Ernst Reijseger, uno dei maggiori violoncellisti europei, già collaboratore di Misha Mengelberg e di Han Bennink, oltre che di altri grossi nomi del jazz internazionale. Il giorno prima della fine del workshop il maestro olandese si esibisce in un concerto in solo presso l’abbazia di S.Remigio a Parodi Ligure. L’atmosfera raccolta e la magia del luogo inviano buone vibrazioni al musicista dei Paesi Bassi, che dà vita ad una performance veramente memorabile. Reijseger prende in pugno la situazione, da subito, realizzando un saggio di musica attualissima, dove il jazz convive con il classico-contemporaneo e con il tardo-romantico, dove il folk si contamina con il blues ( filtrato ed essenzializzato). C’è di tutto e di più nell’ora di concerto in solitudine, insomma. Inoltre si aggiungono elementi spettacolari, del tutto funzionali alla riuscita dell’esibizione. Il violoncellista fa roteare il suo strumento in aria, ad esempio, lo percuote con le dita per ottenere effetti ritmici pregnanti. Lavora con l’archetto per produrre bordoni su cui, poi, elaborare sequenze di pizzicato molto significanti. Il violoncello è imbracciato come una chitarra o approcciato in maniera tradizionale.

In un momento particolarmente esaltante, Reijseger compie un giro completo del perimetro dell’abbazia facendo rimbalzare il suono dello strumento ad arco sulle pareti dell’edificio, accompagnando l’operazione con un canto inquieto ed inquietante. Il pubblico rimane irretito dal virtuosismo ortodosso ed eterodosso del musicista olandese e segue l’evento con la giusta concentrazione, tributando meritati applausi alla fine dello spettacolo.

Il giorno dopo, nel teatrino della chiesa di Montaldeo, i partecipanti al workshop danno luogo ad una sorta di saggio finale in compagnia del maestro olandese. Si punta sull’improvvisazione assoluta, correndo i rischi che questo tipo di pratica comporta. Le due chitarriste, Giulia Pastorino e Francesca Naibo, allestiscono un sottofondo uniforme e pur diseguale, avvolgente e rumoristico. Sebastiano Ratti, al violoncello, cerca di seguire gli impulsi estemporanei di Reijseger, rimanendo tenacemente sul pezzo. I due clarinettisti, Edoardo dal Prà e Cristina Scapol, sfoderano un campionario di note irregolari e parassite, si impegnano in passaggi scabrosi e accidentati, assestando secchi colpi di lingua sulle ance o producendo suoni estremi, inauditi o inaudibili, soffiando e mordendo il bocchino dei legni.

La performance conclusiva contiene momenti riusciti e parentesi abbastanza faticose, allorchè il gruppo sembra smarrire l’orientamento e procedere a tentoni, perdendo di vista il filo conduttore, o quando la comunicazione fra i musicisti tende a diventare difficoltosa, con le ovvie conseguenze del caso.

Ad ogni buon conto va dato merito alla Casa della musica di Montaldeo di proseguire con coraggio e determinazione nel portare in zona grandi personaggi e di farli esibire in spazi non consueti per questo tipo di proposte. È una vera scommessa, indubbiamente. Si auspica che le iniziative di questo tipo, in controtendenza con il cosiddetto gusto prevalente, abbiano un seguito e di reperire ogni volta spettatori capaci di farsi conquistare dal fascino (in)discreto della ricerca.

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