Renzo Ruggieri Orchestra – Kramer Project

Renzo Ruggieri Orchestra - Kramer Project

Voglia d’Arte Production – vap 104 – 2010





Renzo Ruggieri: fisarmonica, direzione, adattamenti musicali

Mauro De Federicis: chitarra

Massimo Moriconi: contrabbasso

Massimo Manzi: batteria

Alessandro Di Bonaventura, Gigi Grigioni Faggi, Samuele Garofoli: tromba

Sabatino Di Donatantonio, Francesco Di Giulio, Michele Ginestre: trombone

Gianluca Caporale: sassofoni, clarinetto

Fabrizio Mandolini, Alessandro Di Rocco, Riccardo Maggitti, Piero Delle Monache: sassofoni








Kramer Project è un tributo molto particolare, dedicato alla musica di Gorni Kramer da Renzo Ruggieri: la chiave seguita dal fisarmonicista è quella della filologia e del rispetto del Maestro di Rivarolo, senza però prodursi in una esecuzione piatta e impersonale, bensì portando nella rilettura dell’originale la propria personalità, senza strabordare, e i riflessi del tempo trascorso dalle incisioni krameriane senza imporre modernismi.


La scelta di eseguire i brani nelle versioni e negli arrangiamenti originali – nella maniera più fedele possibile, chiosa Ruggieri nelle note di presentazione del disco – ha causato un lavoro duplice: da una parte la trascrizione delle parti per i vari strumenti dalle incisioni d’epoca, dall’altra la ricerca certosina di pagine e partiture prodotte dallo stesso Kramer. Questo secondo aspetto ha portato Ruggieri a contattare dapprima la Fondazione Kramer e, poi, le figlie del Maestro che hanno messo a disposizione del fisarmonicista una valigia – finora mai riaperta – con materiale manoscritto di Kramer e prodotto per formazioni di vario taglio.


Una volta acquisito il corpus di brani da eseguire, Ruggieri ha organizzato una formazione dal passo agile: una big band ridotta, con la sezione degli ottoni ridotta e con la chitarra a gestire le armonie insieme alla fisarmonica e a riproporre il dialogo tra Franco Cerri e Gorni Kramer. Il combo così costituito esegue perciò gli arrangiamenti originali – presenti nelle incisioni o nelle partiture presenti nella valigia – rivestendo con le sonorità dei fiati le parti pensate per le diverse sezioni dell’orchestra presenti nelle incisioni krameriane.


I brani, tanto per citarli, sono quelli più celebrati del repertorio del Maestro – L’orchestra del cure, Pippo non lo sa, In un palco della Scala, Crapapelada, Donna, Domenica è sempre domenica, Tomorrow night, Prime Lacrime, Un bacio a mezzanotte, Merci Beaucoup – ai quali si aggiunge la conclusiva A Few Notes, composta da Ruggieri.


Come si diceva all’inizio, la peculiarità di Kramer Project è proprio nella stretta connessione tra rispetto dell’originale e apporto personale. A partire dalla scelta del combo e dal successivo adattamento dei brani, si instaura un dialogo sempre fertile tra le due visioni, quella del materiale composto da Kramer e l’interpretazione di Ruggieri. E forse la cosa più importante è anche quella che potrebbe apparire scontata: i brani di Kramer non hanno bisogno di nessuna “jazzificazione”, essendo composti ed eseguiti già in partenza con una vena swingante e sincopata. Naturalmente la ripresa dei brani da parte di un direttore e fisarmonicista e l’interpretazione di musicisti di oggi porta in maniera fluida e immediata l’attualità del modo di suonare e rivela, allo stesso tempo, la modernità dei brani e delle soluzione approntate da Kramer. Ellington, Henry Mancini, la bossanova e i decenni di storia del jazz che separano Ruggieri da Kramer entrano in un mondo musicale pronto ad accoglierli proprio perchè costruito sulle medesime radici.


Il rispetto di Ruggieri per la pagina originale porta ad un altro elemento di grande importanza. Vale a dire la scelta di porre l’organico al servizio del materiale, senza strabordare nelle improvvisazioni, ma mantenendo equilibrio tra temi e assolo. La stessa cosa può essere alla base della scelta di non coinvolgere ospiti ad effetto: l’attenzione è sulla musica e sulla sua gestione complessiva, il vero ospite è Kramer.


Allo stesso modo c’è una sorta di filologia personale seguita da Ruggieri nel filo narrativo di Kramer Project. L’importante cifra stilistica conferita al disco dall’incontro tra la fisarmonica del leader e la chitarra di Mauro De Federicis, protagonisti di un duo molto affiatato, dall’interpretazione trascinante e appassionata. La ritmica è costituita da Massimo Moriconi e Massimo Manzi, presenti in quasi tutte le prove discografiche e concertistiche di Ruggieri. E, soprattutto, l’attenzione al canto e alla melodia – elemento caratterizzante dei progetti più recenti di Ruggieri – sottolineato dal raddoppio con la voce di molti assolo di fisarmonica, per una deriva sonora che sfuma i confini degli spazi espressivi, aprendo di fatto la strada a suggestioni diverse e particolari, con l’incontro tra due “voci” naturali.


La storia di Kramer Project è cominciata nel 2008, quando venne presentato nell’ambito del Pineto Accordion Jazz Festival – in quel caso con la presenza di Franco Cerri e Bruno De Filippi come ospiti e la fisarmonica di Sylvia Pagni a rilevare le parti di Ruggeri, impegnato come direttore d’orchestra. L’importanza di Kramer nella musica e nella cultura popolare del novecento italiano è fuori discussione e la sua opera possiede ancora la freschezza e la spensierata profondità: l’omaggio di Ruggieri riporta ancora una volta alla luce il grande impatto – emotivo, ironico, coinvolgente – dei brani e l’eleganza della scrittura del Maestro di Rivarolo, attraverso un percorso equilibrato e realizzato con grande cura.